Chi è e quanto guadagna Michele Molteni (e perché non puoi smettere di guardarlo)

Nel 2025 Michele Molteni ha pubblicato appena 29 video sul proprio canale YouTube. Appena si fa per dire: sono contenuti della durata media di quasi 18 minuti, costruiti attorno a progetti che richiedono settimane o mesi di lavorazione. Il risultato economico, in ogni caso, è notevole: nell’arco dell’anno la sua attività ha fatturato 1 milione e 532mila euro.

Non male per un ragazzo che passa buona parte del proprio tempo a scavare buche, costruire bunker, rimettere in sesto limousine abbandonate e trasformare capannoni in enormi studi creativi. Anzi, è proprio questa la forza di Michele Molteni: realizzare progetti sufficientemente assurdi da attirare l’attenzione, ma anche abbastanza concreti da spingerci a seguirli fino alla fine.

Il meccanismo funziona fin troppo bene. Si apre un suo video per vedere un bunker e, senza rendersene conto, ci si ritrova venti minuti dopo a chiedersi se riuscirà a risolvere il problema dell’acqua, dei topi, della muffa o dell’ascensore da mimetizzare.

Chi è Michele Molteni

Michele Molteni è un creator e imprenditore brianzolo, originario di Costa Masnaga, in provincia di Lecco. Il suo canale YouTube esiste dal 2007, ma la vera attività da creator è iniziata molto più tardi: dal 2018 ha cominciato a pubblicare con continuità video dedicati a costruzioni, esperimenti e progetti fai-da-te.

Prima di vivere grazie ai contenuti online, Molteni gestiva una società che si occupava del noleggio di attrezzature per eventi. Poi arrivò la pandemia, il settore si bloccò quasi completamente (così come tanti altri settori, ricordiamo ahinoi) e l’azienda rischiò il fallimento. Invece di abbandonare tutto, Molteni aumentò la produzione di video dedicati ai propri progetti.

La crescita non fu immediata. Nei primi due anni il canale arrivò a circa 3.000 iscritti; successivamente, anche grazie alla maggiore frequenza delle pubblicazioni durante la pandemia, raggiunse quota 300.000. La svolta definitiva arrivò nel 2022, quando Molteni trovò il progetto attorno al quale avrebbe potuto costruire un intero universo narrativo: il mini bunker.

Da quel momento la crescita diventò molto più rapida. Nell’agosto del 2026 il suo canale principale ha superato i 2 milioni di iscritti e i 330 milioni di visualizzazioni complessive, con oltre 400 video pubblicati. Dietro ai progetti non lavora più soltanto Molteni: il creator ha spiegato di avvalersi, a seconda delle necessità, di una decina di professionisti ed esperti.

Quanto guadagna Michele Molteni?

In uno dei suoi video Molteni ha scelto di rendere pubblici i ricavi generati dalla propria attività, ma bisogna distinguere tra fatturato, utile della società e guadagno personale. Dire che nel 2025 “ha guadagnato 1,5 milioni di euro” sarebbe comodo, ma anche impreciso: quella cifra rappresenta il fatturato complessivo della sua attività, non quanto si è messo in tasca.

Nel dettaglio, nel 2025 i 29 video pubblicati sul canale italiano hanno generato circa 280.000 euro attraverso la pubblicità distribuita da YouTube. Altri 28.000 euro sono arrivati da Miguel el Italiano, il canale in lingua spagnola sul quale vengono caricati alcuni dei suoi contenuti doppiati.

I video brevi pubblicati su Instagram e TikTok hanno prodotto circa 168.000 euro, mentre eventi, fiere, interviste e interventi pubblici hanno aggiunto altri 10.000 euro. La parte più consistente del fatturato non arriva però direttamente dalle visualizzazioni: oltre un milione di euro è stato generato dalle collaborazioni commerciali con i brand.

Complessivamente si arriva così a 1.532.000 euro di fatturato nel 2025. Una cifra che equivale, dividendo brutalmente il totale per i 29 video principali, a quasi 53.000 euro per ogni pubblicazione. Il calcolo è naturalmente molto approssimativo, perché comprende attività e contenuti distribuiti anche sulle altre piattaforme.

I numeri dichiarati da Molteni sono peraltro compatibili con quelli della Molteni Company Srl, società costituita nel 2019 e collegata alla produzione di video e alle attività pubblicitarie. Nel 2024 l’azienda aveva registrato un fatturato di 1.302.937 euro e un utile di 576.155 euro. Nel 2023 il fatturato era stato di 934.984 euro, con 350.288 euro di utile; nel 2022 si era fermato a 330.310 euro. La crescita, quindi, non è soltanto una narrazione buona per YouTube.

Quanto ha guadagnato con il mega bunker?

Il caso più interessante è quello del mega bunker, una serie composta da 14 episodi e realizzata nell’arco di 19 mesi. Secondo i conti presentati dallo stesso Molteni, il progetto ha generato 607.504 euro tra pubblicità di YouTube e collaborazioni con gli sponsor.

Per costruire il bunker sono stati spesi 22.852 euro, ai quali si devono aggiungere 14.250 euro per il montaggio dei video. Il margine risultante, prima delle tasse e degli altri eventuali costi aziendali, è dunque di circa 570.402 euro.

Su questo punto vale la pena fare attenzione: alcuni articoli hanno parlato di oltre 633.000 euro di guadagno, ma il calcolo non torna. Se agli incassi si sottraggono i 37.102 euro dichiarati tra costruzione e montaggio, il risultato è appunto poco superiore ai 570.000 euro. Che restano un’enormità, senza bisogno di aggiungerne altri per errore.

Perché non puoi smettere di guardare i suoi video

Il successo di Michele Molteni non dipende soltanto dalla disponibilità economica necessaria per costruire bunker, case sull’albero o piste acquatiche. I soldi aiutano, naturalmente, ma arrivano dopo che il creator ha trovato una formula narrativa estremamente efficace.

Come analizzato da Amin Halibi, altro ottimo youtuber il cui video vi proponiamo di seguito, i suoi titoli partono quasi sempre da un’azione immediatamente comprensibile: “Costruisco”, “Ho comprato”, “Trasformo”, “Passo una notte”. A questa viene associato un oggetto forte e spesso un elemento estremo. Non un semplice bunker, ma un mega bunker; non una normale automobile, ma una limousine abbandonata da trasformare completamente.

L’idea deve essere capita in pochi secondi anche da chi non ha mai visto un suo video. Non serve conoscere Molteni, la storia del canale o le puntate precedenti: basta guardare il titolo e la copertina per capire quale sarà la promessa.

Nei video singoli Molteni mostra quasi immediatamente il risultato o almeno una sua anticipazione. Nelle serie, invece, ricorda brevemente quanto accaduto nella puntata precedente. In questo modo mette al corrente i nuovi spettatori senza annoiare quelli che stanno seguendo il progetto dall’inizio.

Poi arriva il problema. Un lavoro si rivela più complicato del previsto, compare l’acqua, arriva la muffa, si sente un rumore sospetto o qualcosa si rompe. È il classico espediente narrativo della domanda lasciata aperta: sappiamo che esiste una difficoltà e vogliamo scoprire come verrà risolta.

Molteni coinvolge inoltre il pubblico nelle decisioni successive. Al raggiungimento di un determinato numero di “mi piace”, promette una nuova costruzione o un’aggiunta al progetto. Lo spettatore non assiste soltanto al lavoro: ha la sensazione di contribuire alla sua evoluzione e comincia a tifare perché venga completato.

Il segreto delle copertine di Michele Molteni

Anche le copertine seguono regole abbastanza rigide. Molteni compare quasi sempre in primo piano, spesso sulla sinistra, con un’espressione immediatamente leggibile. I colori sono molto contrastati e il testo viene ridotto a una parola o a un numero. Niente spiegazioni chilometriche: la copertina deve essere compresa mentre si scorre velocemente la home page di YouTube.

Un altro elemento ricorrente è la trasformazione: il prima e il dopo, l’oggetto abbandonato e quello restaurato, il terreno vuoto e la costruzione completata. La promessa del video viene resa visibile ancora prima di premere “play”.

Persino le sponsorizzazioni vengono inserite dentro la storia. I prodotti non compaiono necessariamente come un’interruzione estranea al video, ma diventano strumenti utilizzati per portare avanti il progetto. È anche per questo che i brand sono disposti a investire cifre così alte: la pubblicità viene guardata perché fa parte del contenuto.

Michele Molteni non è soltanto uno youtuber

Molteni preferisce definirsi un imprenditore e ha già spiegato di non immaginarsi necessariamente youtuber per tutta la vita. Tra i suoi progetti futuri c’è anche l’apertura di un ristorante in Brianza, pensato per ospitare serate a tema, concerti jazz e spettacoli.

Nel frattempo continua a diversificare il pubblico. Il canale spagnolo ha dimostrato che gli stessi progetti possono funzionare anche al di fuori dell’Italia e Molteni ha annunciato l’intenzione di tradurre i propri video in numerose lingue.

In fondo, non c’è molto da tradurre: un uomo entra in un luogo abbandonato, decide di costruire qualcosa di improbabile e incontra una serie di problemi. Riuscirà a completare il lavoro? È una storia comprensibile ovunque, clamorosamente universale ed è precisamente il motivo per cui, una volta iniziato il video, diventa così difficile smettere di guardarlo.

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