Linus Torvalds ironizza su Elon Musk e sulla metrica delle righe di codice da Linus Tech Tips: le sue parole contro il patron di Tesla.
Ci sono momenti in cui il tono resta leggero ma il messaggio arriva comunque come una coltellata. È più o meno quello che è successo nell’ultima apparizione di Linus Torvalds sul canale YouTube di Linus Tech Tips, in un video dedicato alla costruzione del “PC Linux perfetto”. Un’ora di chiacchierata tecnica, battute e aneddoti, che a un certo punto si trasforma in un commento piuttosto netto sul modo in cui viene misurato il lavoro degli sviluppatori. E, di riflesso, su Elon Musk.
La scintilla è un riferimento di Linus Sebastian (il padrone di casa) a una situazione in cui a programmatori di una grande azienda tech era stato chiesto di dichiarare quante righe di codice avessero scritto, con la sensazione nemmeno troppo velata che produrne “poche” potesse essere un problema. Torvalds non si mette a girarci attorno: chi considera le righe di codice una metrica valida per misurare la produttività è, testuali parole, “troppo stupido per lavorare in un’azienda tecnologica”.
Il dialogo potrebbe finire lì, ma Sebastian rilancia ricordando che quel tipo di approccio era stato associato anche a una figura coinvolta nel “miglioramento dell’efficienza del governo degli Stati Uniti”. Torvalds sorride e chiude la questione con una frase che ribadisce il concetto: “Ah, a quanto pare avevo ragione”. Il riferimento, neanche troppo implicito, è alla gestione “hardcore” inaugurata da Elon Musk a Twitter/X, con la famosa stagione del codice stampato, revisionato dai senior e spedito al capo per dimostrare il proprio valore.
Torvalds mantiene sempre il registro dell’ironia, ma il bersaglio è chiaro: un modello di valutazione del lavoro che confonde quantità e qualità, che riduce il mestiere di programmare a un conteggio di caratteri su schermo. È un tema che gli è caro da anni, e che torna ciclicamente nelle sue stoccate pubbliche contro colossi come Nvidia, AMD, Intel, ARM e persino GitHub.
La dinamica è da manuale per il mondo dei contenuti online: il canale che ospita la conversazione ottiene l’ennesimo momento virale, Torvalds ribadisce in modo plastico la sua idea di cosa sia lavoro ben fatto, e Musk si ritrova ancora una volta al centro del discorso senza nemmeno essere presente.
Di seguito il video completo della chiacchierata.
Quanto guadagna Linus Tech Tips?
Il video in questione, in meno di una settimana, ha fatto oltre 3 milioni di view. Sorge quindi naturale chiedersi: quanto guadagna il canale in questione?
In un video dedicato pubblicato qualche tempo fa – “The TRUTH About How LTT Makes Money” – il gruppo ha pubblicato la ripartizione delle entrate 2024, e qui il quadro si fa interessante anche per chi osserva il settore dalla prospettiva dei creator e dei podcast.
La chiave è Floatplane, la piattaforma a pagamento che ospita i contenuti premium di LTT e di altri creator. Sappiamo che rappresenta il 7,2% del fatturato e che conta 39.201 abbonati. Facendo due conti elementari, con un’ipotesi prudente di 5 dollari al mese per utente si arriva a circa 2,35 milioni di dollari l’anno; con un ticket medio di 10 dollari si sale a circa 4,7 milioni solo da quel canale di entrata.
Da lì, basta dividere per il 7,2% per ottenere una stima del giro d’affari complessivo: LTT si muove in una forchetta tra circa 32,6 e 65,3 milioni di dollari annui. Il resto della torta è composto in larga parte da Creator Warehouse (il merchandise, che da solo pesa oltre la metà del fatturato), dalle sponsorizzazioni dedicate, dall’AdSense di YouTube, dagli spot integrati nei video, dalle affiliazioni e da una piccola quota “altro”.
Per chi guarda il mondo dei podcast e dei contenuti tech dall’esterno, il dato più rilevante è forse questo: la parte “visibile”, il video su YouTube che finisce nei trend e viene spezzettato in clip virali, è solo l’inizio. Intorno c’è un ecosistema fatto di piattaforme proprietarie, e-commerce, sponsor, abbonamenti e community paganti che rende plausibile – e sensato – rifiutare offerte a nove cifre per cedere il controllo del marchio (che pare siano arrivate).
