Chi è Leticia Bufoni: campionessa, icona social e volto “sexy” che ha rivoluzionato lo skate femminile

Dalla periferia di San Paolo agli X Games, passando per Los Angeles e i social: Leticia Bufoni è molto più di una skater. È una figura che ha unito risultati, immagine e personalità, cambiando la percezione dello skate femminile.

Leticia Bufoni non è arrivata per caso dove si trova oggi. Il suo percorso parte presto, a nove anni, quando prende in mano uno skateboard e capisce immediatamente che non è un gioco. È qualcosa di più profondo, quasi necessario.

Il contesto iniziale non aiuta. Nel suo quartiere, a San Paolo, è l’unica ragazza a skateare. Non ci sono modelli di riferimento, non c’è una scena femminile strutturata. Anche in famiglia le cose non sono semplici: il padre inizialmente non approva. Poi cambia idea, vedendo quanto quella passione sia reale e quanto il talento emerga subito.

Il primo segnale è chiaro: vince il primo contest a cui partecipa. Da lì, il percorso accelera. Inizia a frequentare skatepark, conosce altre ragazze che praticano lo sport, entra in un circuito competitivo. Tutto succede velocemente, quasi senza passaggi intermedi.

La scelta di restare negli Stati Uniti e la crescita tra le migliori al mondo

A 14 anni arriva il primo vero spartiacque. Bufoni vola a Los Angeles per partecipare agli X Games del 2007. Finita la competizione, prende una decisione che racconta molto del suo carattere: non torna in Brasile.

Restare negli Stati Uniti significa esporsi, uscire dalla comfort zone, ma soprattutto mettersi nel contesto giusto per crescere. Si iscrive alla Hollywood High School e costruisce da zero il suo percorso in una scena altamente competitiva.

I risultati non tardano. Nel 2009 vince il Maloof Money Cup nello street, uno dei contest più importanti dell’epoca. È il momento in cui passa da promessa a realtà consolidata.

Negli anni successivi, il suo nome diventa una presenza fissa ai vertici dello skate mondiale. Arrivano sei medaglie d’oro agli X Games e una collezione di podi che la rende l’atleta femminile più decorata nella storia delle discipline estive degli X Games. Più volte numero uno del ranking mondiale, entra anche nel Guinness World Records per le vittorie nel World Cup of Skateboarding.

Nel 2021 rappresenta il Brasile alle Olimpiadi di Tokyo, contribuendo a portare lo skateboarding a una dimensione ancora più globale. Non è solo una partecipazione: è un passaggio simbolico per tutto il movimento.

Tra sport e immagine: un’identità costruita anche fuori dalla tavola

Bufoni non si limita ai risultati. Nel tempo costruisce un’identità più ampia, che tiene insieme sport, comunicazione e presenza mediatica.

È stata la prima donna a entrare nel team Nike SB, un passaggio che ha un valore concreto ma anche simbolico. Lavora con brand come Red Bull, GoPro, Beats e Toyota, diventando un volto riconoscibile anche al di fuori della scena skate.

Parallelamente cresce la sua presenza sui social. Già nel 2018 genera milioni di interazioni, portando visibilità significativa agli sponsor. Il suo profilo racconta uno stile di vita preciso: allenamenti, viaggi, skatepark, ma anche momenti più personali.

In questo percorso entra anche il tema dell’immagine fisica. Alcuni servizi fotografici, come quelli per ESPN Body Issue o Men’s Health, mettono in primo piano il suo corpo atletico e aprono un dibattito tra chi parla di valorizzazione e chi di sessualizzazione.

Bufoni ha sempre gestito questa dimensione con consapevolezza. Non la nega, ma la integra nel proprio percorso professionale. Il risultato è un equilibrio particolare: una delle poche atlete capaci di essere contemporaneamente credibile nello sport e fortissima sul piano dell’immagine.

Nel 2025 compie un ulteriore passo aprendo un profilo OnlyFans, presentato come uno spazio più diretto e personale. Una scelta che rafforza la sua posizione come creator, oltre che atleta (e la porta sicuramente a monetizzare non poco – considerando che può pescare da un bacino d’utenza importante: su IG al momento a ben oltre 3 milioni di follower).

Nuove sfide, adrenalina e il futuro dello skate femminile

Se c’è un elemento costante nella carriera di Bufoni è la ricerca continua di nuove sfida. Non solo nello skate.

Tra le sue passioni c’è il paracadutismo, iniziato nel 2013 (possiamo vedere un filo comune tra le due passioni: l’adrenalina). Nel 2022 unisce le due cose con il progetto “Sky Grind”: una grind rail montata su un aereo a oltre 2.700 metri di altezza, prima di lanciarsi nel vuoto. Un’idea che sintetizza perfettamente il suo approccio.

Amo uscire dalla mia comfort zone. Amo imparare cose nuove, anche quando mi mettono a disagio”, ha raccontato. È una chiave di lettura che torna spesso nella sua carriera.

Guardando avanti, vede uno skate femminile in forte crescita. Negli ultimi anni il livello si è alzato, il numero di ragazze è aumentato e la visibilità è cambiata. “Le nuove generazioni stanno cambiando tutto”, dice. Non è una previsione, è qualcosa che sta già accadendo.

Il suo ruolo oggi si sta evolvendo. Oltre alla carriera sportiva, entra nel board esecutivo di World Skate nel 2025. Un passaggio che segna un cambio di prospettiva: da protagonista a figura che contribuisce allo sviluppo dello sport.

La sua storia parte da una realtà difficile, passa per una scelta radicale a 14 anni e arriva a influenzare un intero movimento. Non è una traiettoria costruita a tavolino, ma il risultato di una linea coerente (che può essere d’ispirazione per tutti noi, a prescindere dalla disciplina): credere in qualcosa e portarlo fino in fondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *