Il peso della galena: la saga dei Sanna, tra miniere, potere e sentimenti dimenticati

Il peso della galena: la Lanza ne ha parlato a NEPD

Il romanzo storico di Laura Lanza racconta l’ascesa di Giovanni Antonio Sanna e il prezzo umano della ricchezza nella Sardegna dell’Ottocento.

Il peso della galena è un romanzo storico che affonda le mani nella terra – letteralmente – e ne tira fuori una storia fatta di ambizione, famiglia, sacrificio e memoria. A firmarlo è Laura Lanza, ospite di Non è più Domenica (NEPD), il podcast condotto da Rocco Di Vincenzo e Matteo Fantozzi, dove ha raccontato la genesi di un libro nato prima come ricerca e solo dopo come racconto.

Al centro della narrazione c’è la galena, minerale ricco d’argento estratto per secoli nella miniera di Montevecchio, e soprattutto la figura di Giovanni Antonio Sanna: un sassarese che, partendo dalla Sardegna ottocentesca, riuscì a costruire un vero impero industriale in un’epoca in cui la borghesia muoveva i primi passi e l’Italia era attraversata dai moti risorgimentali e dalla Rivoluzione industriale. «Partendo dalla Sardegna non era facile fare un’impresa del genere», racconta l’autrice, sottolineando il carattere intraprendente e fuori scala del personaggio.

Ma Il peso della galena non è il ritratto celebrativo di un self-made man. È, piuttosto, una saga familiare in cui il prezzo del successo ricade sulle persone più vicine: la moglie Mariette e le quattro figlie – Ignazia, Amelia, Enedina e Zelì – ognuna tratteggiata con un carattere preciso, tra volontà, dolcezza, ingenuità e caparbietà. È qui che il titolo trova il suo significato più profondo: la galena non pesa solo nelle miniere, ma anche negli equilibri affettivi, nei legami costruiti «più sul denaro che su un vero amore o sentimento».

Durante l’intervista, Laura Lanza insiste molto su questo punto: il romanzo nasce dal desiderio di capire, non di giudicare. «Ognuno di noi è come un’isola ricca di sentimenti», spiega, raccontando come ogni personaggio sia stato scandagliato nei suoi pregi e difetti. È un libro che parla di rapporti familiari, di connessioni umane spesso fragili, e di come la ricchezza possa talvolta sopraffare i sentimenti, senza però cancellarli del tutto.

Il peso della galena: una storia riscoperta, prima ancora che scritta

Colpisce anche il modo in cui il libro è arrivato a esistere. La ricerca su Giovanni Antonio Sanna non nasce con l’idea di un romanzo, ma da una curiosità personale. A Sassari esiste un museo a lui dedicato, eppure «quasi nessuno lo conosce». Da qui l’indagine negli archivi, nei testi storici, nelle date di nascita, matrimonio e morte, fino a una vera e propria ricostruzione genealogica. Solo quando il quadro si è ricomposto, Lanza ha sentito che quella storia «andava raccontata».

C’è poi il tema, affascinante e amaro, dell’oblio. Perché un personaggio così influente è stato dimenticato? L’autrice azzarda una spiegazione: una gelosia provinciale, forse alimentata da un’ascesa troppo rapida e da frequentazioni illustri, persino della corte reale. Un successo difficile da perdonare a chi, fino a poco prima, era “una persona della porta accanto”.

Il peso della galena si rivolge a chi ama i romanzi storici, le saghe familiari e le storie vere che sanno illuminare il presente. Ma soprattutto a chi cerca letture capaci di lasciare qualcosa: non solo intrattenimento, ma domande, sfumature, memoria. Come ha ricordato lo stesso NEPD in chiusura di puntata, è uno di quei libri che “arricchiscono”, perché dietro la ricchezza materiale raccontano, senza sconti, il suo prezzo umano.

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